taglio cesareoIl taglio cesareo è un parto chirurgico attraverso un’incisione addominale.
A quanto sembra, Giulio Cesare nacque in questo modo, da qui il nome.

Come funziona il parto cesareo?

Dopo aver pulito accuratamente la pelle con una soluzione asettica e circondato l’areachirurgica con delle garze sterili, l’addome viene inciso attraverso tutti gli strati della parete addominale: pelle, grasso, muscoli e guaina muscolare. L’incisione può essere fatta sia verticalmente sotto l’ombelico, come una cerniera, che orizzontalmente sopra l’area pubica. Di solito tutti gli intestini vengono spinti verso la parte alta dell’addome dall’utero ingrossato e l’utero rimane direttamente appoggiato alla parete addominale.

In seguito, viene fatta l’incisione attraverso la parete muscolare dell’utero, fermandosi appena prima della sacca amniotica che contiene il feto. A questo punto, sono tutti pronti per l’arrivo del bambino, incluso il padre con la telecamera (se gli viene permesso di assistere, non in tutti gli ospedali è possibile). La sacca amniotica viene rotta con attenzione per non ferire il bambino, e questo nasce quasi come se uscisse dalla vagina. Dopo essere stato asciugato e avvolto in panni morbidi, la mamma può prenderlo in braccio o almeno toccarlo mentre lo tiene il papà. Il tempo che passa dall’incisione della pelle all’estrazione del feto può essere inferiore ai tre minuti se si tratta di un’emergenza, ma normalmente richiede circa 10 minuti.

Se l’incisione viene fatta orizzontalmente nella parte bassa dell’utero (incisione trasversale bassa), la madre potrà comunque provare ad avere in futuro un parto naturale. E’ raro che l’incisione debba essere fatta, o estesa, anche verticalmente nella parte alta dell’utero (incisione “classica”) al fine di far fuoriuscire il feto. Dopo l’incisione classica, un futuro travaglio sarebbe troppo stressante per la cicatrice uterina – che esploderebbe – quindi tutti i futuri parti dovranno essere portati a termine tramite taglio cesareo. La rottura dell’utero durante il travaglio può avvenire anche senza precedenti tagli cesarei, ma è molto rara. Può essere fatale sia per la madre che per il bambino. Un immediato intervento chirurgico, tuttavia, può salvare la vita di entrambi (un altro motivo per non partorire in casa!).

Dopo la nascita del bambino, viene rimossa la placenta attraverso la stessa incisione uterina, e l’utero e l’addome vengono richiusi, strato dopo strato, in ordine inverso. Questo richiede dai 15 ai 20 minuti.

Anestesia per il taglio cesareo

Normalmente il taglio cesareo viene fatto con un’anestesia spinale o epidurale. Questo permette alla madre di essere pienamente cosciente e di essere accompagnata da un familiare o una persona amica. La madre, comunque, può richiedere l’anestesia generale. L’anestesista, in questo caso, attende fino all’ultimo momento per anestetizzare la madre in modo che il bambino sia ancora sveglio quando viene estratto. L’anestetico ci mette un paio di minuti a raggiungere il feto.

L’unico caso in cui è utilizzata l’anestesia generale è quando si presenta una grave emergenza che richieda un taglio cesareo in una donna che non abbia già subito l’anestesia spinale o epidurale. Quando pochi minuti possono fare la differenza fra la vita e la morte, un anestetico generale agisce più in fretta. In questi casi, la madre non potrà essere accompagnata in sala operatoria perché medici e infermieri saranno troppo occupati a salvare la vita di mamma e bambino per seguire i presenti istruendoli su come non essere d’impiccio o non contaminare l’attrezzatura. Fortunatamente queste emergenze sono rare, ma quasi tutte le sale parto hanno una sala operatoria pronta per ogni evenienza, anche mentre la madre è in travaglio in una bella stanzetta piena di pizzi e merletti.