Innanzitutto mi presento, sono Francesca Saccà, psicologa di Roma dove vivo ed esercito la libera professione. Lo scorso Maggio 2008 ho deciso di dar vita ad un’idea che avevo da diverso tempo ed ho creato il mio primo blog dal titolo “Psicologo in famiglia” con la finalità di permettere alla famiglia di usufruire di uno spazio web che offra un’informazione psicologica di base a tutti i membri del nucleo familiare.

Ho deciso di creare questo blog perché ritengo che ormai sia arrivato il tempo – e gli sconcertanti episodi di cui giornalmente i media ci informano supportano il mio pensiero – di educare ogni individuo, a partire dall’infanzia, a una vera e propria “cura della psiche”, operazione questa sicuramente difficile nella odierna cultura dell’” apparire” e del mostrare”, dove pochi di noi riescono ad entrare in contatto con la parte più vera di sè, soffocati da convenzioni, doveri, condizionamenti, e dalla costante paura della perdita.

Se ogni famiglia (nelle sue molteplici accezioni e tipologie) potesse avere a disposizione ogni qual volta ne sentisse il bisogno, uno psicologo, vorrebbe già dire fare un enorme passo avanti.Uno psicologo in ogni famiglia potrebbe rappresentare un punto di riferimento costante in grado di offrire un sostegno professionale per affrontare i momenti più difficili dell’esistenza.

Mentre quando abbiamo l’influenza o la necessità urgente di una ricetta, il medico di famiglia è una figura di riferimento a cui ci si rivolgiamo senza nessun problema, quando ci sentiamo ansiosi o depressi, quando abbiamo delle difficoltà relazionali o problemi sul lavoro, se ci sentiamo soli o dormiamo male, non sappiamo a chi rivolgerci. La maggior parte chiede aiuto all’amico di turno; i più “sfortunati” si rivolgono allo zodiaco o magari ai maghi. Altri, invece, sono costretti al passaparola in cerca di uno psicologo o devono rivolgersi esclusivamente alle ASL. Ancora più triste: molte persone non pensano nemmeno di avere bisogno di un aiuto psicologico e, invece di rivolgersi a una figura competente, si rassegnano all’idea di non poter cambiare.

Ritengo che la nostra cultura e la nostra società non abbiano ancora integrato e, direi, soprattutto, “capito” la figura dello psicologo. Quante volte si sente ripetere “Io allo psicologo non ci credo”, oppure “Io dallo psicologo? Mica sono matto!”. E intanto giornalmente la sofferenza psicologica delle persone rimane inascoltata.Ci sono ormai troppe persone che soffrono, che giornalmente si sentono infelici e che hanno una serie di problemi che impediscono loro di vivere degnamente la vita. Ci sono molte, troppe persone che ancora si vergognano dei loro problemi e temono di uscire allo scoperto per la paura di essere etichettate o giudicate dagli altri. Ci sono molte persone che non riescono ad ottenere l’ascolto di cui avrebbero bisogno e soprattutto diritto, neanche dai cari a loro prossimi.

Personalmente mi piacerebbe pensare alla possibilità che un domani venisse ufficialmente istituita (come lo è quella del Medico di famiglia o Medico di base) la figura dello “psicologo di famiglia”, già ipotizzata negli anni’70 negli Stati Uniti. Nell’attesa che questa possibilità si concretizzi, ho pensato di organizzare uno spazio web il cui obiettivo è avvicinare la famiglia e i singoli componenti di essa alla conoscenza della psicologia al fine di individuare in essa un valido strumento d’aiuto per il benessere del gruppo famiglia e degli individui che lo compongono.

Informare, prevenire e intervenire sul disagio psicologico prima che possa diventare un serio problema per la persona e per i suoi familiari, rompere il muro di silenzio e di infiniti pregiudizi che ancora ruotano intorno alla figura dello psicologo, ecco la vera missione cui una società civile e soprattutto chi, come me, ha scelto di intraprendere questa professione, non possono sottrarsi.

Un caro saluto

Dott.ssa Francesca Saccà
http://www.francescasacca.it/