L’anelgesia peridurale e’ un vero jolly a disposizione.

Venerdì scorso, sono andata a fare la visita con l’anestesista, per l’eventualità di utilizzare l’analgesia peridurale, per annullare i dolori del travaglio.

Mi hanno illustrato i rischi e i benefici di questa tecnica, hanno verificato che possa farla e mi hanno consegnato una brochure informativa, che ti riporto:

Il Dolore da Travaglio di parto, scritto dalla U.O. di Anestesia, Rianimazione e terapia del dolore Clinica Mangiagalli – Milano

…l’analgesia locoregionale (peridurale e spino- peridurale) è considerata il trattamento più efficace e la tecnica di scelta per il controllo del dolore da parto e viene effettuata in circa il 40% dei parti vaginali.
Il vantaggio della via peridurale rispetto ad altre vie di somministrazione di farmaci, consiste nel fatto che gli analgegesici iniettati nello spazio peridurale agiscono direttamente sulle radici nervose, permettendo dosaggi ridotti e quindi riducendo significativamente gli effetti collaterali materni e fetali.
Trova inoltre specifica indicazione in tutte quelle condizioni in cui la perfusione utero – placentare è compromessa o in partorienti ad alto rischio di mobidità peri-partum (cardiopatie, ipertensione, preeclampasia, malattie respiratorie) i cui migliora l’outcome materno – fetale.
Infine, qualora ci fosse la necessità di procedere ad un taglio cesareo, il catetere peridurale può essere utilizzato per effettuare un’anestesia chirurgica, evitando il ricorso ad un’anestesia generale.
E’ ormai noto che il ricorso delle tecniche di anestesia loco – regionale ha diminuito significatamente la mortalità materna correlata al parto.

Come viene fatta l’anestesia peridurale

Previa anestesia locale, viene introdoto un ago nello spazio peridurale lombare. Attraverso questo ago, viene quindi inserito un sottile catetere, che viene fatto risalire per qualche centimetro nello spazio peridurale. Nel catetere sono quindi somministrati i farmaci necessari, che possono essere ripetuti in base alla durata del travaglio.

Il posizionamento del catetere necessita di alcuni minuti e non è doloroso.

Complicanze ed effetti collaterali della peridurale

La peridurale eseguita da personale esperto e qualificato è una tecnica sicura e abitualmente priva di complicanze. Gli effetti collaterali immediati e transitori sono rappresentati da sensazione di calore e formicolio agli arti inferiori, lieve calo della pressione arteriosa, che regredisce con l’infusione endovenosa di liquidi, e prurito, conseguente alla somministrazione di oppiacei.

La cefalea post-puntura durale, si manifesta nello 0.2/3% dei casi ed ha caratteristiche del tutto peculiari: a partenza dalla regione occipitale e cervicale alta, tipicamente scompare con la posizione supina, si controlla con comuni analgesici ed assunazione abbondante di liquidi.
Una lombalgia di intensità variabile, si può manifestare dopo il parto ed è in genere imputabile alla complessa dinamica del parto, più che alla manoivra di posizionamento del catetere peridurale. Le sequele neurologiche gravi e sicuramenti attribuibili alla tecnica sono decisamente rare; la loro incidenza si stima oscilli tra 1/10000 e 1/20000. Esse sono conseguenza di ematomi epidurali, lesioni delle radici nevose, infezioni meningee e aracnoiditi.

Per finire è innegaile che per molte donne il parto rappresenti una delle esperienze più dolorose della vita.
E’ possibile distinguere tre stadi del travaglio di parto, che si associano alla presenza di contrazioni uterine sempre più dolorose:

Fase di dilatazione, necessaria a superare la resistenza offerta dalla cervice uterina. I questa fase il dolore è di naturaviscerale, torpido, non ben localizzato, in regione periombelicale e lombare.

Fase di espulsione, nella quale avviene la progressione del feto nel canale del parto. In questa fase si manifesta un dolore di tipo somatico, ben localizzato nella regione innervata dal nervo pudendo, percepito nella regione sacrale, perineale, nella vagina e nel retto.

Fase di secondamento, che inizia dal momento della nascita e termina con l’espulsione o l’estrazione manuale della placenta.

Per maggiori informazioni, puoi leggere il documento “La terapia del dolore: orientamenti bioetici”, pubblicato dal Comitato Nazionale di Bioetica.

Non ti ho detto che la visita è andata bene, questa settimana farò gli ultimi esami del sangue ematochimici (emocromo, tempo di protrombina e di tromboplstina parziale attivata), e quando sarà il momento, se tutto va per il verso giusto, e vedrò che non sopporterò il dolore, guarderò l’ostetrica e le dirò: “gioco il jolly!”, incrocio le dita e ti chiedo la tua esperienza in merito, qui l’ansia sale!