C’è un evento meraviglioso che si produce tra la 18esima e la 22esima settimana. Un evento che nessuna donna potrà mai dimenticare. E’ una strana sensazione che la fa trasalire: un leggero battito di ali dentro il ventre, un qualcosa di vivo che si muove. E’ il bambino che si anima!

In realtà i movimenti cominciano molto prima che la madre se ne accorga. Addirittura a 5 settimane dal concepimento il piccolo essere in formazione già si muove: man mano che i muscoli si formano cominciano i movimenti di estensione e flessione. I primi sono quelli del tronco.

A 12 settimane la gamma della motilità è completa: il piccolo può muovere le singole dita, può afferrare un piede o il cordone ombelicale. Ma è solo quando le sue dimensioni (e la sua forza) raggiungono un certo livello che la mamma si accorge di questi movimenti.

Con l’ecografia si può vedere cosa fa il feto: esercita le articolazioni, si arrampica con i piedi e con le mani sulla parete dell’utero, si rigira, cambia posizione.

La cosa curiosa è che dopo la nascita dovrà re imparare molti di questi movimenti, perché passando dall’elemento acquatico a quello terrestre saranno necessari aggiustamenti e adattamenti nei comandi da inviare alla muscolatura.

La madre si rende conto a quel punto di portare dentro di sé un esserino ormai molto sviluppato, da ogni punto di vista.

La strada, dell’ovulo fecondato, è stata lunga: nei primi 3 mesi la massa cellulare è aumentata di 2 milioni e mezzo di volte, per aumentare ancora di 230 volte negli ultimi 6 mesi.

La crescita è frenetica nella prima parte della gravidanza, le cellule si riproducono a grande velocità, poi è più di qualità, per apportare i “ritocchi” finali e mettere a punto gli ultimi sistemi, grazi alle cellule specializzate nelle varie funzioni sensoriali, digestive, ghiandolari, lipidiche.

Nella fase in cui la mamma comincia a sentire i primi movimenti (verso 3-4 mesi), il feto è lungo circa 15 centimetri, ed è ormai molto ben formato: ha già delle piccolissime unghie e sulla sua fronte si distinguono delle sopracciglia. Alterna stati di sonno a stati di veglia, ed è in grado di ascoltare dei suoni.

E’ ormai un bebè in miniatura. Nei mesi che ancora lo separano dalla nascita avverranno altre cose importanti, ma il più è fatto: la parte più spettacolare dello sviluppo, la cosiddetta morfogenesi (cioè la nascita delle forme), ha avuto luogo.

I primi timidi battiti, intanto, si amplificano sempre di più, al punto che questi movimenti possono essere visti addirittura dall’esterno, direttamente attraverso la pelle, come se qualcuno spostasse un dito sotto un lenzuolo. E’ uno dei momenti più belli per la coppia, quando anche il padre, appoggiando la mano sul ventre, sente “in diretta” lo scalciare del figlio, e per la prima volta percepisce quella nuova vita non solo come un’idea astratta, ma come qualcosa di reale e palpabile.

I movimenti raggiungeranno il loro massimo tra la 27esima e la 32esima settimana: poi lo spazio all’interno diventerà sempre più ristretto e, pur continuando, diminuiranno di intensità.

Quanto si muove il feto?

Dipende. Ma la madre, se si distende sul lato sinistro, potrà contare i movimenti. La media è di quasi 10 movimenti ogni 2 ore. A volte la madre può avvertire anche dei piccoli sobbalzi ritmici: ogni 2 o 3 secondi all’interno: è il piccolo che hai il singhiozzo! Nessun problema! J

Ci sono dei momenti in cui il bambino si muove di più?

Sì, la sera tra le dieci e mezzanotte. Sono state fatte registrazioni continue su donne incinte volontarie, e si è avuta la conferma che quella è la punta massima del movimento. La minima si registra verso le quattro del mattino. La cosa interessante è che queste variazioni del movimento corrispondono alle variazioni del cortisolo nel sangue materno. Esperimenti hanno mostrato che le due cose sono effettivamente collegate, e quindi la motilità del feto è influenzata indirettamente dalla madre.

I movimenti del bambino sono anche un segnale che tutto va bene, e accompagneranno il suo sviluppo per il resto della gravidanza. Ma quel primo “fremito”, quel primo battere d’ali, quella sensazione di farfalle nelle pancia, quasi impercettibile, rimarrà per sempre nella memoria, come uno dei momenti più magici ed emozionanti di tutto il lungo percorso dei nove mesi.