La placenta è l’elemento che svolge un ruolo determinante per la crescita del bambino. Questo importante organo, oltre che ad assicurare le funzioni vitali del bambino portando ossigeno e sostanze nutritive, agisce anche da filtro e da depuratore, procedendo all’eliminazione dei prodotti di rifiuto, grazie alla sua particolare struttura che consente un continuo scambio tra il sangue della madre e quello del feto. Il sangue della madre non si mescola direttamente con quello del feto, ma viene filtrato attraverso i tessuti della parte materna della placenta, mentre il sangue del bambino passa attraverso i tessuti dall’altra parte.
La placenta è infatti composta da due lati: quello materno, attaccato alle pareti uterine e quello fetale, al quale il bambino è attaccato tramite il corodone ombelicale. Il lato materno ha un colore rosso scuro, è spugnoso ed irregolare. E’ qui che tutto il cibo, l’ossigeno e gli anticorpi vengono elaborati, per poter arrivare fino al bambino.
Attenzione: sebbene la placenta abbia il compito di proteggere il bambino dalle infezioni, nulla può contro le tossine pericolose contenute nelle droghe, nell’alcol o nelle sigarette. Gli agenti chimici infatti riescono ad attraversare la placenta e possono nuocere gravemente al feto.
Di norma la placenta è nella parte alta dell’utero e non “ostacola” il parto: viene detta “placenta previa“, quando invece è posizionata nella parte bassa dell’utero e potrebbe richiedere quindi un parto cesareo perchè se si sovrappone in parte o completamente alla cervice può rappresentare un pericolo durante il travaglio poichè può provovare una emorragia e compromettere l’apporto del sangue al feto. Questa anomalia capita una volta su duecento gravidanze e si manifesta praticamente da subito con la prima ecografia.
Occasionalmente può occorrere un distacco precoce della placenta dalla parete dell’utero e si manifesta con una perdita ematica: il sangue si raccoglie gradualmente dietro le membrane finchè non scivola all’esterno attraverso la cervice. La terapia potrebbe prevedere il riposo immediato a letto e il monitoraggio ecografico, seguiti dall’induzione del parto o eventualmente il taglio cesareo. E’ una condizione piuttosto rara, ma riguarda soprattutto le donne che hanno partorito parecchie volte.
La placenta esaurisce il suo “ruolo” una volta terminata la gravidanza e dunque subito dopo il parto: l’ostetrica tirerà dolcemente il cordone ombelicale per favorirne l’uscita, comprimendo contemporaneamente la pancia della neomamma per favorire la contrazione dell’utero. Se non dovesse uscire integra, sarà necessaria una ulteriore “pulizia” attraverso uno scovolo, ovvero dei tamponi montati su una pinza utilizzati per pulire a fondo l’utero.

Alla fine della gravidanza la placenta peserà circa mezzo chilo, avrà un diametro di 20 cm e sarà spessa 2-3cm.

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