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Placenta “invecchiata”

Scritto da barbamamma il 17 Novembre 2018

esami gravidanza

Una ecografia potrebbe evidenziare un “invecchiamento” della placenta: che cosa fare?

 Una placenta cosiddetta “invecchiata” è una placenta che presenta aree di calcificazioni. Rappresenta uno stato di evoluzione normale della placenta che comincia verso la trentatreesima settimana. (I gradi di maturità o di “invecchiamento” placentare sono tre).

Riscontrare un tale reperto prima della trentatreesima settimana, soprattutto se accompagnata ad un rallentamento della crescita fetale, può indicare un “precoce” esaurimento della funzione placentare e pertanto da un punto di vista clinico è indicato un periodo di riposo o comunque di rallentamento dell’attività fisica in modo da favorire l’ossigenazione fetale e quindi la crescita.

Normalmente l’invecchiamento della placenta si verifica verso il termine della gravidanza o addirittura dopo (gravidanza protratta o post-termine). Anzi, questo è proprio uno dei fattori che determinano il parto, in quanto vi è la naturale necessità di terminare la gravidanza.

Qualche volta, però, questo invecchiamento della placenta si può verificare prima, per cause diverse.

Si deve, in questi casi, monitorare strettamente da vicino l’evoluzione della gravidanza e le condizioni di salute del feto.

A causa dei fenomeni di invecchiamento della placenta, infatti, il feto può ricevere minori quantità di nutrimenti e, spesso, anche di ossigeno, con comparsa di segni di sofferenza intrauterina (liquido amniotico tinto per emissione di meconio, tracciati cardiotocografici patologici).

La comparsa di questi segni deve indurre all’espletamento immediato del parto, eventualmente, se il travaglio non è cominciato, con il taglio cesareo.





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