dei graziosi movimenti con le braccia, cosa che non le avevo mai visto fare. Ho chiamato mia moglie e le ho detto "Lily ama la musica!" Proprio come i suoi genitori.

I bambini sentono la musica già nel secondo trimestre nella pancia. Da quel momento, e ancora sono grandi come una prugna, riconoscono il ritmo del cuore della mamma, e i flussi del sangue nella placenta. I suoni hanno effetto sul cervello fetale quasi come gli estrogeni e il progesterone.

La musica – che sia prenatale, dopo il parto o nel corso dell’infanzia –  aiuta i neuroni a formare le connessioni necessarie per comprendere il linguaggio; negli adulti la musica abbassa la pressione sanguigna e aiuta a regolare il battito cardiaco. In alcuni ospedali fanno ascoltare la musica ai bambini prematuri in terapia intensiva. I ricercatori hanno scoperto che la musica – o anche solo la voce della mamma – aiuta i bambini a guadagnare peso più in fretta.  

"C’è un’innegabile biologia della musica" dice  Mark Tramo, neurobiologo della Harvard University. "Nel nostro cervello, milioni di neuroni formano circuiti, che vengono attivati in modo incredibile quando ascoltiamo la musica. Questi neuroni sono sparsi in varie zone del cervello, inclusi i centri dell’udito in entrambi gli emisferi. Tali circuiti possono essere coinvolti nella memoria, nell’attenzione, nell’emozione, nel controllo dei movimenti e nel linguaggio." Non c’è dubbio che la musica sia un ottimo allenamento per la nostra materia grigia.

Ma come fa la musica a migliorare la crescita del cervello? In uno studio dell’Università della California, sono stati confrontati tre gruppi di bambini. Il primo seguiva lezioni di piano e aveva software di matematica con cui giocare; il secondo riceveva informazioni linguistiche sul computer e giocavano con software di matematica, mentre il terzo gruppo non riceveva alcuna istruzione né software. Dopo quattro mesi, il primo gruppo ha ottenuto i risultati migliori nei testi di matematica sulle proporzioni e sulle frazioni. "Si insegna il piano per migliorare le connessioni del cervello relative ai ragionamenti spazio-temporali" dice Gordon Shaw, Ph.D., professore emerito di fisica, a capo della ricerca. "La musica coinvolge frazioni, proporzioni e il pensiero nel momento giusto e nel posto giusto".

Paolo e sua moglie sanno molto poco di questa ricerca. Sanno di donne incinte che ascoltavano Mozart e ricordano vagamente uno studio condotto anni prima in cui si dimostrava che gli adulti che ascoltavano Mozart avevano risultati migliori nei test, ma non vi avevano fatto molto caso. A loro sembrava alquanto sciocco, e in un certo senso avevano ragione. Negli esperimenti, il tanto acclamato effetto Mozart dura solo per brevi periodi di tempo. Tuttavia, da nuove ricerche è emerso che le lezioni di musica hanno effetti a lungo termine sull’agilità mentale. "I bambini che suonavano il piano erano molto più abili a pensare in fretta" dice Shaw. "Saltavano molti passaggi nella loro testa nella risoluzione dei problemi."

Dopo la sera in cui ascoltarono i bonghi, Paolo ha comprato a Lily ciò che credeva le sarebbe piaciuto – un tamburo e delle maracas che fanno il suono della pioggia quando le scuoti. Lei le ha prese all’istante, passando ore a sperimentare i suoni che poteva fare.

Lily ora ha 5 anni, ed è diventata una gran chiacchierona, conosce a memoria tantissimi libri per bambini illustrati e adora lavorare al negozio col papà, mettendo in ordine le scatole e usando attrezzi giocattolo. Se le dai un puzzle, lei trova in fretta dove vanno tutti i pezzi.

Alcuni ricercatori potrebbero dire che le sue abilità derivino dall’esposizione alla musica –  che ha arricchito il suo patrimonio di neuroni. Potrebbe essere vero. Ma potrebbe anche essere che Lily abbia ereditato il suo amore per la musica e le sue abilità direttamente dai genitori. Chi lo può dire? E’ stata la musica a renderla sveglia o la sua intelligenza già comprendeva una vena musicale? O è stata invece una cosa intermedia, un tira e molla dinamico?

Avviso sonoro

Nella storia dell’uomo, non si conosce un momento o un luogo privo di qualche forma di musica. Alcuni scienziati credono che la musica esistesse ancor prima del linguaggio. Quindi forse che la musica ci renda intelligenti, o più intelligenti, non è forse il punto della questione. Il punto è che abbiamo bisogno della musica, è cibo per la mente.

"Guardando la ricerca, mi sembra che non provi che la musica aumenta le abilità matematiche, linguistiche o scolastiche in generale" dice Robert Cutietta, Ph.D., autrice di Raising Musical Kids.

Cutietta, che crede fermamente nell’importanza della musica, ritiene i risultati della ricerca di Shaw come correlati e non causali. "I bambini che imparano a suonare uno strumento come il pianoforte e che si esercitano, imparano disciplina e motivazione, elementi indispensabili per il successo. Ecco perché magri hanno migliori risultati durante i test" dice.

"Comunque, abbiamo bisogno della musica non perché ci renda migliori" dice, "ma perché è parte di chi siamo, è parte del nostro patrimonio culturale umano." Musica come piacere, come via verso la grazia; musica come spirito, non cervello. Chiunque ascolti la Quinta di Beethoven o una canzone di Cyndi Lauper viene trasportato dalla malinconia – il suono dissolve il tempo – chiunque si senta trasportato dalla musica lo può confermare. Indipendentemente dal fatto che la musica ci renda o meno più svegli, senza dubbio regala una certa luce al paesaggio della nostra vita o di quella dei nostri figli.

"Ho introdotto mio figlio alla musica perché preferivo migliorare il suo acume accademico," dice Karen Hurwitz di Cambridge, Massachusetts, mamma di Isaac, 5 anni. "L’ho fatto perché la musica è parte integrante della cultura ebraica, e volevo che conoscesse le melodie del Sabbath e le canzoni popolari. Inoltre, volevo che avesse uno sfogo per la sua energia."

Isaac è un bambino vivace, e mentre sua madre parla con me lui è in un angolo del salotto impegnato con una tastiera e un paio di bonghi, e sorride sentendo i battiti risuonare nella stanza. "Prima di dargli degli strumenti per fare musica, tirava calci e pugno. Gli insegnanti dell’asilo mi dicevano che aveva problemi a gestire i propri impulsi. Ora gli dico di trasformare in suono la sua rabbia, e lo fa, con i tamburi. Gli suggerisco di trasformare la sua allegria in suono, in suoni felici, e lo fa, con il triangolo. La musica lo ha aiutato a ordinare le emozioni, a dar loro un nome e a controllarle."

Ecco un esempio di musica fine a se stessa e non per qualche test. Alla fine, che tu introduca la musica nella vita di tuo figlio perché credi che un po’ di melodia lo possa avvicinare alla strada giusta o perché vuoi coinvolgere il suo cuore e la sua mente, i risultati saranno comunque gli stessi. Tuo figlio imparerà qualcosa del mondo riuscendo a gestirne un piccolo e specifico aspetto.

Conoscerà i ritmi che ci legano ai giorni nostri, e le scale che ci portano nelle regioni più alte dove il suono diventa silenzio, e in quelle più basse, che noi chiamiamo tristezza. Con la musica tuo figlio imparerà a usare la propria voce.

Giochi da fare con la mamma

Le attività musicali offrono dei metodi molto semplici per giocare con tuo figlio:

Neonati Metti insieme una band!

Quando è in grado di stare seduto, dagli in mano due mestoli di legno e disponi davanti a lui vari oggetti diversi su cui battere: blocchi, scatole vuote, bottiglie vuote, una robusta ciotola di ceramica. Siediti di fianco a lui, metti della musica e con il tuo mestolo mostragli come battere sugli oggetti per ricavarne qualcosa di simile al ritmo della musica che state ascoltando.

2 – 3 anni Segui la musica

Questo gioco insegna a tenere il tempo e le scale musicali. Metti su della musica con battute che cambiano e una serie di note alte e basse. Di solito la musica classica è l’ideale (prova con la Nona di Beethoven o praticamente qualsiasi cosa di Aaron Copeland), ma vanno bene anche molte melodie rock e pop, specialmente i Beach Boys e i Beatles. Fai in modo che tuo figlio ti imiti nei movimenti, quando ti allunghi nelle note alte, o cadi in quelle basse, e alternativamente strisci o salti veloce a seconda del tempo che cambia. Quando capisce come le tue azioni riflettano la musica, lascia che sia lui a guidare i movimenti.

Per un maggiore divertimento, puoi usare un pezzo di stoffa che segua i tuoi movimenti, o delle maracas con cui seguire il ritmo.

Età prescolare "Scrivi" una canzone

Appendi al muro un cartellone di carta oleata e dai a tuo figlio dei pennarelli lavabili. Cantagli o suona una canzone che gli sia famigliare – meglio lenta per cominciare. Col tuo pennarello, mostragli come disegnare la musica, andando su e giù seguendo i toni e il tempo. Puoi tenere anche un secondo colore e alternarli quando la musica cambia tempo o direzione. Lascia che disegni la musica che sente e te la canti.

Età scolare Dai un nome alle battute Questo gioco sfida i bambini a battere le mani al ritmo delle loro canzoni preferite in modo che l’altro giocatore riesca a indovinarle. Ogni giocatore può provare tre volte a battere le mani prima di cantare la canzone per rivelare la risposta. Per iniziare la cosa migliore sono le melodie per bambini.