E’ nato! L’ostetrica accoglie il neonato, aspira con una cannuccia le secrezioni della bocca e del naso, taglia il cordone ombelicale che lo unisce alla mamma. Il neonatologo, sempre presente al parto, lo visita, ne valuta gli indici di vitalità e gli assegna il primo punteggio della vita: il punteggio di Apgar.
Il neonato viene posto per qualche minuto sulla pancia della mamma perché assieme al papà, spesso presente in sala parto, abbia inizio una nuova intimità a tre. Successivamente viene trasferito al Nido dove viene lavato, asciugato, pesato e misurato. Il neonatologo completa la visita clinica esaminando in particolare i vari apparati:

CUTE – nei primi minuti il colorito può essere rosso scuro o bluastro sulle mani, sui piedi e intorno alle labbra e farsi roseo dopo qualche ora di stabilizzazione nell’ambiente esterno. Alle pieghe cutanee è spesso presente il residuo di una sostanza densa e biancastra, la vernice caseosa, più abbondante nei soggetti prematuri . Soprattutto sul viso possono esserci arrossamenti o piccole rotture di capillari, della dimensione di una capocchia di spillo.

CAPO – la forma può essere allungata o leggermente schiacciata, per il passaggio attraverso il canale del parto. Se il bambino nasce in posizione podalica o da taglio cesareo la forma della testina è più rotondeggiante. Una membrana va a ricoprire alcune zone del capo in cui le ossa non si sono ancora completamente saldate: sono le fontanelle. Una è anteriore, di consistenza molle elastica e di forma romboidale, sita sulla sommità del capo. L’altra è posteriore, puntiforme o più frequentemente chiusa. A volte può essere presente un rigonfiamento al capo, nella sede dove si è avuto maggiore impegno durante il parto: il tumore da parto, a risoluzione spontanea dopo pochi giorni.

OCCHI – le palpebre sono spesso socchiuse e un pò gonfie; il colore degli occhi non è ancora riconoscibile, ma è tendenzialmente bluastro.

NASO – può presentare delle piccole asimmetrie o essere modestamente schiacciato, per particolari posizioni assunte durante la vita fetale.

ORECCHIE – la cartilagine è sottile e facilmente flessibile.

BOCCA – le mucose sono rosee e, a livello gengivale, possono evidenziarsi piccoli rigonfiamenti che scompaiono dopo qualche settimana: le perle epiteliali. In casi rari già alla nascita sono presenti piccoli denti fetali destinati quasi subito a cadere.

TORACE – la forma è più allargata, a botte, rispetto a quello del bambino più grande, con movimenti inizialmente irregolari per un uso intenso dei muscoli toracici. La frequenza degli atti respiratori è molto variabile, da 30 a 60 al minuto. L’auscultazione con il fonendoscopio può rivelare la presenza di rumori umidi, a causa del liquido alveolare che verrà riassorbito nelle ore seguenti.

CUORE – la frequenza cardiaca è molto elevata rispetto a quella dell’età successiva, tra 120 e 160 battiti al minuto. Si possono auscultare soffi cardiaci che solitamente scompaiono dopo poche ore.

ADDOME – spesso è sporgente e globoso come un piccolo palloncino, a causa della ipotonia della muscolatura; presenta al centro il moncone del funicolo ombelicale, chiuso da una molletta di plastica.

GENITALI – nel neonato a termine, i testicoli sono già discesi nello scroto, la cui cute è rugosa e di colorito più scuro; alla palpazione può apprezzarsi la presenza di un liquido (idrocele transitorio) che li fa apparire tumefatti. Il pene presenta lo sbocco dell’uretra all’apice ed il prepuzio molto adeso al glande. Possono verificarsi casi in cui uno o entrambi i testicoli non siano ancora scesi nello scroto (criptorchidismo) o che lo sbocco uretrale non sia in posizione centrale (ipospadia). Nella femminuccia si può osservare una tumefazione della grandi labbra e del clitoride. Perdite mucose ed ematiche possono verificarsi a causa di un passaggio di ormoni dalla madre (crisi genitale).

ATTIVITA’ MOTORIA – il neonato tende a mantenere la posizione che aveva assunto in utero, quasi rannicchiato, con discreta ipotonia alla muscolatura del collo che gli fa ciondolare il capo. Spesso presenta tremori agli arti o alla mandibola. Stimolato, risponde con riflessi automatici che scompaiono dopo i primi mesi di vita. Ad esempio, sostenuto per le braccia il neonato tende a camminare, piuttosto che afferrare saldamente un dito che gli viene messo nel pugno o allargare improvvisamente le braccia e poi richiuderle se non viene sorretta bene la testa, come un tentativo di aggrapparsi per non cadere.