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Neogenitori: come prenderlo in braccio

Scritto da barbamamma il 29 ottobre 2018

All’inizio è del tutto normale sentirsi un po’ impacciati nel “maneggiare” il neonato, ma la frequenza delle operazioni quotidiane (dalle poppate al bagnetto e alla vestizione) che vedono i neogenitori alle prese con il bebè è tale da rendere questa fase di “apprendimento” molto veloce.

Nel giro di 1-2 settimane, mamma e papà diventeranno abilissimi nel predere in braccio il piccolo e lo faranno nel modo più naturale possibile. Non sarà più un oggetto di cristallo.

Per ben cominciare, comunque, possono essere utili alcune indicazioni pratiche relative alle situazioni più comuni da affrontare. Di norma, esse vengono spiegate alla neomamma dal personale ostetrico nel corso della degenza ospedaliera che segue il parto.

  • Sostenergli il capo

I muscoli del collo del bebè raggiungono la forza che consente loro di tenere la testa dritta in modo autonomo solo dopo i 3 mesi.

Prima di allora è, quindi, necessario avere cura di sostenerla con la mano ogni volta che lo si prende in braccio.

Il metodo migliore per farlo consiste nel passare una mano sotto il piccolo in corrispondenza del sederino mentre, con l’altra mano, gli si sorregge la nuca.

Quando lo si sdraia tenendolo in braccio, la testolina va fatta adagiare nell’incavo del braccio che sostiene il resto del corpo.

sostenergli il capo

  • Per dargli una poppata

Il modo migliore per tenere in braccio il bambino mentre lo si allatta è fargli appoggiare la sua testolina nell’incavo del braccio della mamma. Per favorire un’adeguata suzione da parte del bebè è, poi, conisgliabile avere cura di:

  • ruotare il corpo del piccolo verso la mamma e, se possibile, stabilire un contatto visivo;
  • posizionare la sua bocca in corrispondenza del capezzolo per evitare che tenda il collo per raggiungerlo;
  • fare in modo che il bebè afferri tra le labbra tutta l’areola e non solo la punta del capezzolo, il che potrebbe favorire la comparsa di disturbi quali le ragadi (piccoli tagli dolorosi).

allattare

 

  • Per fargli fare il ruttino

Premesso che non tutti i bambini necessitano di fare il ruttino a metà o al termine della poppata, la posizione che sembra facilitare questa emissione di aria dallo stomaco è la seguente: sollevare per il lungo il bambino, sorreggergli la testa e fargliela appoggiare sulla spalla dell’adulto, eventualmente protetta da un asciugamano. Nel frattempo, è consigliabile praticare con la mano libera dei lievi colpetti sulla schiena: ciò, sembra, infatti, simolare la digestione.

ruttino

  • Per cambiargli il pannolino

Il bambino, soretto in corrispondenza dei reni e del capo, va adagiato su un piano orizzontale e, poi, si sfilano le mani da sotto il corpo. Una volta svestito, il pannolino sporco va aperto e ripiegato sotto la schiena del bebè mentre, con la mano libera, gli si sollevano le gambine (interponendo un dito tra le caviglie per evitare che sfreghino, infastidendolo). Dopo le operazioni di pulizia, sempre reggendogli in alto le gambe, il lato inferiore del pannolino nuovo va inserito sotto il sederino per poi essere richiuso intorno al pancino. Non assentarti mai. Non lasciare mai da solo tuo figlio durante il cambio del pannolino pensando che non si muova dalla sua posizione. Fai sempre molta attenzione.

cambio del pannolino

  • Metterlo nella culla

Almeno fino ai 6 mesi di vita, la posizione migliore in cui adagiare il piccolo nella culla (o nella carrozzina) è quella supina (cioè a pancia in su – leggi anche: come va messo il neonato nulla culla?). In base ai più recenti studi, infatti, questa posizione è ritenuta più efficace ai fini della prevenzione della SIDS (Sindrome della morte in culla), contrariamente a quanto si pensava in passato. E’ bene quindi evitare di metterlo a pancia in giù o sul fianco e per farlo, sostienigli sempre la testa (sia quando lo metti in culla sia quando lo tiri fuori perchè magari si è svegliato).

metterlo in culla

  • Per fargli il bagnetto

Per rendere questa operazione più sicura è necessario sostenere il bebè immerso nella vaschetta (o nel lavandino) con una mano stretta sotto l’ascella e il capo appoggiato sull’interno dell’avambraccio dell’adulto, mentre, con la mano libera, si procede a lavarlo. Una volta concluso il bagnetto, il piccolo deve essere sollevato ponendo i propri pollici sotto le sue ascelle mentre con il resto delle dita si sostiene la testa, e adagiato su in piano orizzontale sopra un asciugamano morbido in cui avvolgerlo.

bagnetto





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Commenti

Un commento a “Neogenitori: come prenderlo in braccio

  1. Quando è nata Gaia i primi giorni avevamo paura di romperla. Pur essendo morbidissima e “molle”, avevamo paure di stringerla troppo o farle male. Ci muovevamo al rallentatore con un filo di disperazione in sottofondo. Come avete scritto, in poco tempo ci abbiamo fatto la mano. Poi è nato Gabriele… ecco, non lo dirà mai perchè è inconsapevole ma con lui non abbiamo avuto nessun problema, mi sa che i secondi geniti si prendono meno premure e coccole! 🙂

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