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Riprendere l’allattamento dopo uno stop

Scritto da barbamamma il 13 maggio 2018

allattare

Piccoli problemi come una influenza, una bronchite o un raffreddore, anche in presenza di febbre, non rappresentano una controindicazione per l’allattamento.

Anzi, un’eventuale interruzione metterebbe il bimbo in condizione di essere esposto ai germi della malattia senza giovarsi degli anticorpi specifici offerti dal proprio latte materno.

Tuttavia, in alcuni casi sporadici (un’infezione seria, come l’epatite B, ma solo in fase acuta, un intervento chirurgico o l’assunzione temporanea di farmaci controindicati), può essere necessaria una interruzione.

Nessun allarme: soprattutto se la tappa forzata è breve (48-72 ore) e la effettui al meglio, potrai tranquillamente tornare ad allattare il tuo bebè, garantendogli nuovamente il tuo alimento e il contatto rassicurante delle poppate.

Nota: durante l’interruzione forzata delle poppate al seno non nutrire il piccolo ricorrendo al biberon. Usa una tazza, un cucchiaino o un bicchierino. In commercio ne esistono di appositi: molto flessibili e e simili a un contagocce. Se il bebè è molto piccolo puoi anche dargli il latte usando una siringa priva dell’ago, instillandoglielo in bocca, goccia a goccia.

Ecco tutti i consigli per sospendere e riprendere bene l’allattamento.

SVUOTA IL SENO

Il primo segreto per tornare ad attaccare il piccolo al seno: mantenere attiva la lattazione, per tutta la durata del breve periodo in cui devi sospendere le poppate. Per farlo, devi svuotare regolarmente il seno, ma poichè non c’è il piccolo con la sua suzione a farlo, devi affidarti a un “sostituto”: il tiralatte. Va usato seguendo lo stesso ritmo delle poppate, scegliendo uno dei numerosi modelli che trovi in commercio. Lo puoi noleggiare anche per un breve periodo in farmacia, come avevo fatto io.
In questo modo, il seno viene svuotato al meglio e non rischi un blocco dei dotti galattofori e un ingorgo mammario. Non solo: il tuo organismo continua a produrre prolattina, l’ormone che funziona da motore della lattazione perchè obbliga la ghiandola mammaria a produrre nuovo latte.

Quando riattacchi il piccolo, il seno è perciò attivo e pronto a svolgere le sue funzioni.

LA RIPRESA

Quando finalmente riattacchi il piccolo al seno, fallo poppare qualche volta in più, rispetto a prima della sospensione, assecondando le sue richieste.

Probabilmente saranno più numerose: istintivamente, il bambino ha bisogno di recuperare lo stretto contatto del tuo abbraccio, che gli è mancato durante lo stop dell’allattamento.

Il maggio numero di poppate, d’altra parte, è utile al fine di una migliore lattazione: a seconda della frequenza dei pasti, infatti, il seno stima i bisogni del bebè e adegua la produzione di latte rispetto alle richieste del piccolo. Che cosa meravigliosa il corpo umano, eh?

Nota: nelle prime 48 ore di ripresa dell’allattamento, riposa e concediti delle pause di relax: sono utili a migliorare la produzione del tuo latte.

IL MASSAGGIO CHE AIUTA LA LATTAZIONE

Se la lattazione non riprende al meglio, puoi darle una sferzata con il massaggio ossitocinico, che viene esercitato sulla schiena. Ricorda, però, che non sostituisce la suzione del piccolo e che le poppate non vanno quindi abbandonate.

Per effettuare il massaggio hai bisogno del partner, che deve fare da “fisioterapista”. Tu devi semplicemente sederti su uno sgabello senza schienale davanti a un tavolo, dove appoggerai le braccia. Poi, curvati leggermente in avanti e appoggia la fronte sulle mani conserte. Il tuo compagno, da dietro, può agire comodamente sulla zona da massaggiare: deve effettuare pressioni sufficientemente energiche con le nocche delle dita, in corrispondenza delle fasce muscolari che corrono parallele alla colonna vertebrale, all’altezza di ogni spazio tra una vertebra e l’altra. Il massaggio deve procedere nella zona cervicale sino a quella lombare e va ripetuto sempre in questa direzione per 2-3 volte, anche a più riprese nella giornata.

massaggio-ossitocinico

Se questo non bastasse, puoi fissare alcune sedute di agopuntura con un esperto: l’antica pratica della medicina cinese è capace di far aumentare la produzione di latte in modo dolce e del tutto naturale. Viene effettuata stimolando con gli aghi 5 punti chiave correlati alla lattazione e, di solito, già dopo una o due sedute si ottengono i risultati desiderati.





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