Mi chiamo: Margherita
Scrivo su questo blog dal: 2009-02-24 17:10:02
Su di me ti dico che: Mi chiamo Margherita, ho 41 anni e sono di Bari, ma da nove anni mi sono trasferita in Toscana, a Prato, dove dopo un anno, un po’ per sbaglio e un po’ per caso ho conosciuto Luca, pratese doc. E da allora conviviamo felicemente e senza separarci mai se non per necessità! Dicono di me che sono chiacchierona, ma so ascoltare e consigliare (dicono), che sono allegra e iperattiva (da qui deriva “Formikina”), ma ho i miei momenti di apatia e di malinconia che ho imparato ad accettare e a superare, che sono precisina e pignola (ho preso dal nonno…) e se ho ragione…. Luca è dolcissimo e premuroso, allegro e socievole, e con lui non si riesce mai a litigare (è detto Panda per la sua capacità di non perdere mai la pazienza)! Io sono un’infermiera ex ferrista di sala operatoria dirottata in un ufficio per colpa dell’asma, mentre Luca lavora come cassiere in un supermercato. Adoriamo il mare (che a me manca tanto) e la musica. E collezioniamo maiali di ogni tipo e misura (ne abbiamo circa 300! Chissà che fine faranno con il/la pupattolo/a per casa!) Ci piace fare puzzle, giocare insieme con la playstation (ci dividiamo i compiti: lui i momenti di forza ed io quelli di concetto!), fare ginnastica con la wii e gironzolare su internet, ma anche andare in bicicletta e passeggiare (soprattutto a me!) Luca è un po' pigro ma io sono la sua "centrifuga" ed insieme siamo l'uno il completamento dell'altro. E siamo felici, di esserci incontrati, di amarci e di stare bene insieme come i primi giorni. E a metà settembre arriverà il/la nostro/a ranocchietto/a a completare la nostra felicità! Formikina & Panda
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Mio figlio, aspirante killer!
6 aprile, 2012
Caro diario,
abbiamo scoperto una strana vocazione del nostro Giorgio: diventare un killer!
Ricordi quando, in autunno, ha visto il giardiniere che “massacrava” il giuggiolo e gli oleandri nel nostro giardino condominiale? Be’, non l’ha dimenticato!
In tutto l’inverno ogni tanto ce lo ha ricordato e diceva che, se lo vedeva ancora con la sega in mano, gli avrebbe urlato “Vattene a casa tua!”. Ora invece… lo farebbe fuori! Ma nel vero senso della parola!
Il nostro caro, dolce, delicato Giorgio… Lui che si emoziona guardando il cielo, che ha aspettato con ansia (come me, forse gliel’ho trasmesso io…)i primi germogli sul giuggiolo per poi esclamare “Finalmente è arrivata la primavera!”. Lui che ascolta il cinguettio degli uccelli e sfiora con delicatezza cani e gatti, che si avvicina piano ed in silenzio e sorridendo ai bimbi piccoli piccoli… Lui che è la dolcezza in persona…
Qualche giorno fa, prima di entrare in macchina per andare al nido, ha visto che “qualcuno” aveva tagliato il prato e, sentendo il rumore della falciatrice ha detto a Luca: “Chi ha tagliato il prato, e i fiorellini e i soffioni??” e appena ha saputo che era stato il giardiniere….. “Vattene via! Lascia stare il prato e i fiorellini e i soffioni!” E quando Luca ha cercato di zittirlo lui gli ha risposto “Se il giardiniere taglia ancora il prato (e i fiorellini ed i soffioni) io prendo la sega che ha usato per tagliare il nostro giuggiolo e taglio il giardiniere!!!”
Aiuto!!!! Si salvi chi può!!!!!Qualcuno salvi il giardiniere!!!!!
Di solito i genitori fantasticano sul futuro del proprio figlio, ma nessuno vorrebbe un figlio killer!
Il topo con gli occhiali.
26 marzo, 2012

Caro diario,
chi l’avrebbe detto che una delle canzoni preferite di Giorgio sarebbe stata una canzone premonitrice! E la canzone in questione è “Il topo con gli occhiali” (44° Zecchino d’oro, 2001), che ha scoperto grazie a you tube.
E poi, ricordi com’era vestito Giorgio a carnevale? Eh sì, mio caro diario! Il nostro topolino Giorgio è diventato… un Topo con gli occhiali!
E indovina in famiglia chi l’ha presa peggio? Ovviamente io! Sarà che da bambina ho odiato profondamente i miei occhiali, che mi impedivano di scatenarmi a modo mio (ero un grillo iperattivo!)… Comunque mi sto già abituando!
Certo vorrai sapere come e perché… Ecco, allora, ti racconto tutto!
Un mesetto fa, o forse due, io e Giorgio stavamo giocando a rincorrerci in casa e lui si stava divertendo tanto. Così siamo entrati di corsa in cucina dove c’era Luca che ci ha guardati sorridendo. Giorgio correva ed io lo inseguivo, lui correva e… non ha visto il termosifone davanti a sè e ci è andato a sbattere contro! No, voglio dire: dall’altra parte della porta della cucina c’è la finestra, e sotto la finestra c’è il termosifone e Giorgio lo sa benissimo! Eppure è stato come se non avesse il senso delle distanze, della profondità. E la botta è stata così forte che ha sanguinato dal naso! Lui si è spaventato, oltre a farsi male, e noi non riuscivamo a spiegarci come era possibile non rendersi conto che la stanza finiva lì! Da quel giorno abbiamo cominciato a notare piccoli segnali che ci facevano dubitare della sua vista. Così, alla visita di controllo dei trenta mesi, ne ho parlato con il pediatra. Lui mi ha detto che sicuramente si era trattato di distrazione, che probabilmente si stava divertendo così tanto che non ha guardato dove andava, e mentre lo diceva ha preso quel cartoncino pieno di puntini (non ricordo come si chiama) che i pediatri usano per fare un piccolo controllo visivo, cartoncino che aveva già usato alla visita dei diciotto o forse ventiquattro mesi. Lo ha mostrato a Giorgio chiedendogli di indicargli la stella e lui… niente. Guardava il cartoncino, poi il pediatra, poi ancora il cartoncino. “Oh, Giorgio, fammi vedere dov’è la stellina?” insisteva il pediatra facendo oscillare il cartoncino e, dopo diversi tentativi, Giorgio ha indicato la stella. “Ed ora dimmi, cos’altro vedi?”. E Giorgio, sempre più perplesso e titubante guardava il cartoncino, poi il pediatra, poi me… “Mah, sarà meglio fare un controllo oculistico, giusto per togliersi un dubbio. Potrebbe essere solo distrazione, ma meglio esserne sicuri” dice il pediatra rivolgendosi a me. Così ho prenotato subito la visita con l’oculista che tutti indicano come il migliore per i bambini e sono riuscita a trovare un posto velocemente.
Arriva il giorno della visita, Luca porta Giorgio in ambulatorio ed io prendo un’ora di permesso (indovina un po’ se ho dovuto insistere per avere quel permesso…). Arrivo al poliambulatorio appena in tempo. Prima di entrare riconosco un’ex collega che era di turno proprio in quell’ambulatorio! Entriamo e subito il dottore ci piace. Ha salutato noi e Giorgio, ha preso la richiesta medica e si è alzato dal suo posto venendoci incontro e domandandoci come mai facevamo quel controllo così anticipato. Gli abbiamo raccontato tutto ed anche lui ha parlato di distrazione, ma che era meglio controllare. Ha visitato Giorgio, che è stato bravissimo, ha poggiato il mento e la fronte sull’apparecchio che utilizzano per l’esame della vista ed ha fatto tutto quello che il dottore gli chiedeva! E subito il dottore ci ha detto che un problema c’era davvero! E che sembrava che tra un’occhio e l’altro ci fosse una notevole differenza, poi ha chiesto se in famiglia qualcuno da bambino aveva avuto problemi di vista e di occhio pigro… Ahimè sì, io! Comunque era necessario fare un controllo più approfondito dopo aver messo le famose goccine. Così siamo usciti aspettando l’effetto delle gocce. E in sala d’attesa Giorgio ha dato spettacolo! Tutti ridevano e sorridevano per quello che lui diceva o faceva, per esempio, quando Ida (la mia collega) è tornata per mettere le altre gocce, lui è stato bravo e fermo e subito dopo, guardando Ida le ha detto “Ora però basta gocce, eh!” E tutti a ridere! Noi gli abbiamo spiegato che doveva metterle ancora una volta e lui ha accettato le nostre spiegazioni senza troppi problemi. Quando siamo rientrati il dottore lo ha rivisitato ed ha detto che era un po’ meglio di quello che sembrava: Giorgio è ipermetrope e con una gradazione elevata, cioè 2,5 e 3 gradi. E che è andata bene perché spesso, con quella gradazione, il bambino ha anche problemi di strabismo. Poi ci ha rassicurati dicendo che quasi sempre, quando questi problemi si scoprono così precocemente, si riesce a correggere del tutto al punto di togliere definitivamente gli occhiali. E la botta contro il termosifone è stata causata solo da distrazione, ma che alla fine ci ha permesso di accorgerci che qualcosa non andava. E poi, sicuarmente, tutte le volte che si metteva i nostri occhiali non lo faceva per emulazione ma perché, effettivamente, con quelli vedeva meglio. Così ha detto a Giorgio che doveva mettere gli occhiali e a noi che dobbiamo tornare a giugno. E Giorgio? Quando ha saputo degli occhiali ha detto “Che bello! Li voglio gialli!”.
Quella sera stessa abbiamo fatto una ricerca in internet sugli occhiali per bambini piccoli ed abbiamo scoperto tante cose interessanti. Per esempio che esistono degli occhiali estremamente flessibili e tante altre cose, ma soprattutto che li deve scegliere il bambino.
Dopo pochi giorni siamo andati a sceglierli (e Giorgio ha davvero scelto il giallo) e dopo soli due giorni siamo andati a prenderli, contenti di poter sfruttare il week end per farlo abituare. Appena siamo entrati Giorgio è andato da uno degli ottici, impegnato a parlare con un’uomo, chiedendogli: “Dottoreeee! Sono pronti i miei occhiali?” e siccome lui non gli rispondeva glielo ha chiesto ancora! E poi si è rivolto ad un’altro ottico facendogli la stessa domanda. E quando quest’ultimo gli ha detto di sì, Giorgio ha esclamato “Evviva!”.
Così siamo tornati a casa con i nuovissimi occhiali gialli e la loro meravigliosa custodia. E poco dopo Giorgio è entrato in crisi. Voleva toglierli e noi gli abbiamo spegato che li deve tenere sempre. Noi gli abbiamo fatto mille complimenti, abbiamo cercato di farlo sentire bene, ma è servito a poco. E, un po’ triste, si è seduto sulla sua poltroncina a guardare la tv. E non voleva farsi fotografare.
La mattina dopo, cioè sabato, appena sveglio mi ha chiesto i suoi occhiali e la sua “borsettina”, e mentre facevamo colazione mi ha chiesto “Mamma, ma sono ancora bello?” Ed io “No, ora sei bellissimo!”.
Ora il prossimo scoglio è il nido. Quando Luca ha accennato a una delle educatrici che Giorgio doveva mettere gli occhiali, questa ha detto :”Ah. Parliamone.”. Come parliamone! Deve metterli e basta! E le nostre paure riguardano un po’ gli altri bambini, la loro reazione nei confronti di Giorgio e la possibilità (molto reale) che vogliano togliergli gli occhiali, ma anche il comportamento delle educatrici: faranno di tutto per permettere a Giorgio di tenere i suoi occhiali? O faranno finta? Già, perché loro dicono sempre che cercano di mantenere una routine, dicono di non volere che i bambini portino giochi da casa per non creare confusione, per non rischiare… E lo stesso potrebbe succedere con gli occhiali. Sicuramente loro lo prenderanno e ce lo renderanno con gli occhiali, ma chi ci assicura che in tutto il tempo che sarà al nido terrà gli occhiali? Per fortuna Giorgio è un bambino che racconta quello che succede…
In questi due giorni Giorgio è stato bravissimo, non li toglie mai e finalmente dice di vedere meglio, noi cerchiamo di motivarlo e di fargli capire che non è cambiato, che è sempre il nostro bellissimo bambino. Anzi, di più.


Ancora pronto soccorso, ancora convulsioni, ancora…
22 marzo, 2012
… “E non finisce qui…”
Caro diario,
questa è la fine di una delle ultime pagine di diario che ho scritto, ricordi? Ti parlavo delle nostre “vacanze” natalizie, ma non ho mai finito il mio racconto…
E così ti racconto il seguito della storia.
Giorgio è rientrato al nido martedì 10 gennaio e noi, come sempre ormai, avevamo le dita incrociate e ci domandavamo quanto avrebbe resistito… Qualcuno ha detto che “ce le tiriamo”! Ma è un dato di fatto che Giorgio si ammala sempre e non riesce a frequentare il nido! Siamo arrivati al giovedì e tutto procedeva bene, la sera Giorgio si è addormentato Leggi tutto
Mi sono persa per un po’…
29 febbraio, 2012
“Piccolo Amore Mio,
eccomi qui, si sono proprio io, quella che mangiava cetrioli in piena notte per il mal di stomaco… Si, sono io, la tua mamma. Ti avevo raccontato tante cose belle del mondo fuori da me, da quel mondo caldo ed ovattato che era il mio pancione, ti avevo promesso solo sorrisi, ti avevo promesso tanto buon latte, ti avevo promesso di restare con te tanto tempo prima di rientrare al lavoro, ti avevo promesso che avrei sempre placato il tuo pianto, che avrei mandato via i dolori, ti avevo promesso tante buone pappe, tanta pazienza, tanto di tante cose… Leggi tutto
Il nostro Topolino…
26 febbraio, 2012
Caro diario,
sono terribilmente indietro con le pagine del mio diario, ne ho così tante ancora da completare! Ma il tempo è tiranno, lo sai, ed i problemi non mancano…
Ma il carnevale è già finito e non hai ancora visto Giorgio in versione Topolino!
Il vestito l’ho cominciato io lo scorso anno (mea culpa!), ma per fortuna ci ha pensato la nonna a completarlo l’ultima volta che è stata da noi! A dire la verità, dovevo fare i polsini ed i copriscarpe ma me ne sono dimenticata… Ma che ne dici? Non è bello lo stesso?
“Ed ora… (rullo di tamburi)…ecco a voi (altro rullo di tamburi)…. il nostro Topolino!”

Il topo al trucco…

“Sono quasi pronto…”

“Eccomi!” Leggi tutto
Le nostre “vacanze ” natalizie…
25 gennaio, 2012
Caro diario,
non ci siamo ancora ripresi dai nostri malanni che già si ricomincia…
Le nostre feste non sono andate come pensavamo. Sapevamo che i miei non potevano venire ne’ a Natale ne’ a capodanno, perché avevano cambiato casa la settimana prima e per vari motivi, ma pensavamo comunque di festeggiare. E invece…
Giorgio è rientrato al nido il 19 dicembre dopo due brutte otiti ed il 22, giorno del laboratorio di Natale, cioè la festa del nido, hanno chiamato subito dopo il pranzo per dirci di andare a prendere Giorgio perché aveva la febbre. Luca mi chiama per dirmelo mentre va’ al nido ed io… mi sento cadere le braccia. Appena rientrato! Senza neanche partecipare alla festa, con la certezza che alla riapertura del nido serviva un nuovo certificato, ma soprattutto stava di nuovo male… Leggi tutto
SuperGiorgio – L’eroe senza paura!
23 gennaio, 2012
Caro diario,
non sono ancora riuscita a scrivertelo… Quasi due mesi fa il nostro piccolo grande amore si è comportato da vero eroe: ha fatto un prelievo del sangue senza versare una lacrima!
Certo, per qualcuno questa non è una grande impresa, ma il nostro Giorgio ha solo due anni!
Dopo l’ennesimo malanno, il pediatra ci disse di fare a Giorgio un prelievo del sangue per controllare la situazione dal punto di vista immunitario, per essere sicuri che non abbia nessun deficit immunitario, per aiutarlo a rinforzare le sue difese e per curarlo nel miglior modo possibile. Così avevo prenotato al Meyer, a Firenze (come aveva detto il pediatra) per il 29 novembre. A parte tutti i problemi organizzativi (non è facile rientrare da una malattia durata 11 giorni e chiedere un giorno di aspettativa urgente, seppur retribuita al 30%!), abbiamo dovuto aspettare che passassero almeno otto giorni dall’antibiotico, incrociando le dita che non si riammalasse, altrimenti saltava il prelievo. Anche Luca ha chiesto un giorno libero, ed anche per lui non è stato facile, ma abbiamo preferito andare insieme, memori dei prelievi fatti in primavera in occasione del ricovero (dovevamo tenerlo in tre-quattro per fargli un prelievo!). Nei giorni precedenti abbiamo parlato con Giorgio spiegandogli tutto quello che gli avrebbero fatto sperando, poco convinti, che lui potesse collaborare. In più, per il prelievo doveva essere a digiuno da “almeno” tre ore, così per evitare o meglio limitare le crisi da fame, gli ho dato un po’ di latte all’una e mezza di notte, prima di coricarci noi. E per fortuna che di solito Giorgio beve anche dormendo!
L’ospedale pediatrico Meyer non è proprio vicinissimo a noi, per arrivarci ci mettiamo circa un’ora e l’appuntamento era per le otto, ma lo stesso orario vale per tutti i bambini prenotati, quindi è a chi prima arriva! Da una collega che ha lavorato lì, ho saputo che è meglio arrivare in anticipo perché bisogna prendere il numero e può capitare che ci sia confusione. Quindi la nostra sveglia era puntata sulle 5.30
. Dopo aver fatto colazione ci siamo preparati e nel frattempo si è svegliato Giorgio, così mentre io finivo di vestirmi, Luca ha preparato Giorgio. Siamo usciti di casa alle 6.45, ed era ancora buio. Giorgio ha domandato se andavamo al nido e noi Leggi tutto
Piccole perle – 2- Questione d’età!
15 gennaio, 2012
Caro diario,
come sai Giorgio non mangia le noci e la frutta secca in genere perché il pediatra dice che sono allergizzanti e di aspettare i tre anni. E un giorno ha detto mentre ce le offriva “Io ho due anni e non posso mangiarle, ma l’undici settembre compio tre anni…”!
Qualche giorno fa ne ha detta un’altra!
Ha aperto il mobile in sala ed ha tentato di prendere una bottiglia. Luca gli ha detto “No Giorgio, non prenderla, è vino”. E lui “E a quanti anni lo posso bere il vino?”
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Il wc… qualche mese dopo…
10 gennaio, 2012
Caro diario,
a cinque mesi dalla prima volta sul wc vorrei aggiornarti sull’evoluzione degli eventi…
Lo spannolinamento in programma per le ferie estive non è andato proprio come pensavo: sarà che non mi sono impegnata troppo, sarà che Giorgio non era pronto, sarà questo ed altro ma non siamo riusciti nell’impresa, come avrei voluto, prima del rientro al nido. Così abbiamo mollato. Ma non del tutto, perché molto spesso, quasi sempre, Giorgio faceva la “parte solida” nel wc, a volte chiedendocelo, a volte perché ci accorgevamo che si stava “concentrando” e gli proponevamo di andare in bagno. Leggi tutto
La befana vien di notte…
7 gennaio, 2012
“…con le scappe tutte lotte, il cappello… a righe! Viva viva la befana!
Caro diario,
questa è la versione di Giorgio della celebre filastrocca!
Ieri per Giorgio è stata la giornata dell’attesa e della preparazione per l’arrivo della befana. Da giorni parlavamo di questa strana vecchina che porta i dolci (“la cioccolata!” dice Giorgio!) ai bimbi buoni, che gira per le case mangiando quello che i bimbi preparano e li premia regalandogli dolci e qualche volta regali. Avevamo perfino disegnato un paio di calze sul nostro “murales” dell’albero disegnato! E quando ieri gli abbiamo chiesto dove appendere la calza, lui è andato dritto e deciso al murales e più precisamente alla calza che aveva disegnato lui (una serie di linee e semicerchi!), così insieme al babbo hanno scelto un piccolo chiodo ed hanno appeso la calza. Abbiamo preparato i biscotti così come avevamo fatto per Babbo Natale mentre il buon babbo Luca, munito di videocamera, ha immortalato il momento! Poi abbiamo cenato (mmm, a dire la verità Giorgio ha mangiucchiato una schiacciatina, sorseggiato un po’ di brodo, facendo attenzione a non prendere la pastina, ed ha mangiato il secondo, ma il tutto in un modo un po’, come dire, strano!). Giorgio aveva deciso che la tavola della Befana l’avremmo preparata sul suo tavolino. Subito dopo la preparazione per la nanna, abbiamo scelto la tovaglia ed è cominciato il rito della tavola della Befana: Giorgio ha apparecchiato con cura, attenzione ed emozione. Prima la tovaglia ed il tovagliolo, poi piattino e cucchiaino, quindi il tazzone blu con la neve, le casette e gli abeti (scelta da me), e infine il panettone ed il vassoio rosso con i biscotti (“Mamma ancora uno!” diceva mentre li prendevamo dalla teglia e li mettevamo sul vassoio!). Ha controllato tutto ed infine ha detto quasi gridando “Befana, ora puoi venire!”. Che bello vedere la sua emozione! E riuscire in qualche modo a trasmettergli la magia della mia infanzia… Prima di andare a letto ha controllato un paio di volte se la calza era ancora vuota, poi abbiamo spento tutto e siamo andati tutti a letto. Volevamo fargli credere che andavamo a letto anche noi per farlo addormentare prima e invece… Sarà stato il mal di pancia, sarà stato lo “stress da mutandina” della giornata ( per tutto il giorno non gli abbiamo messo il pannolino, ma non è andata troppo bene…), sarà stata l’emozione, ma addormentarlo è stato un’impresa! Si stava addormentando ed ha voluto il latte (lo chiede spesso ultimamente), poi si è alzato due o tre volte per controllare tavola e calza, poi è tornato a letto ed è ricominciata la giostra: strapazzamanto delle tette della mamma (e ultimamente anche del babbo), testate al cuscino, giri e rigiri sul letto, “Mamma alziamoci” e vai con la solita tiritera (è notte… è buio… a quest’ora si dorme… se la befana vede che non dormi va via…. stava entrando ma ha visto che siamo svegli ed è andata dagli altri bimbi… ore vede che sei monello e non ti lascia niente…ecc ecc), e infine la proposta d’emergenza: mettiamoci nel passeggino. A volte, quando proprio non riusciamo a farlo dormire, torniamo al vecchio metodo, su e giù per il corridoio o davanti alla finestra con il passeggino, di solito cantando qualcosa. L’ultima “hit” per la nanna è “E la luna bussò” della Bertè (che conosce ormai bene e spesso canticchia!). Ed anche ieri sera ci abbiamo provato, ma la location della passeggiata era la sala, davanti al suo tavolino! Ho cominciato con tutto il repertorio, ma Giorgio voleva solo “E la luna bussò”, poi gli ho raccontato la storia di Topo Tip che “sapevo” gli avrebbe portato la befana e che l’appunto si chiama “Topo Tip non fa la nanna”… Ed ha cominciato a rilassarsi… Poi ho inventato una cantilena, una nenia in cui elencavo tutti gli animali del mondo, le foglie, i fili d’erba, le nuvole, i capelli… “No, i capelli no!”. Accidenti! Ma si stava addormentando! Ed ho ricominciato evitando i capelli. Poi ha socchiuso gli occhi e pian piano sono passata alla ninna nanna, poi al ritornello di “Buona fortuna” di Baglioni (che l’anno scorso gli conciliava il sonno), ed infine si è addormentato! Che ora era? Passata la mezzanotte…. Ma il bello è che, a furia di canti, racconti, nenie e cantilene, nel frattempo il babbo si è addormentato sul divano! Una volta messo Giorgio nel lettino, è entrata in scena la befana: ha “sgranocchiato” un biscotto nel piattino, assaggiato il panettone e bevuto il latte, riempito la calza, impacchettato i regali e preparato la lettera per Giorgio: un enorme cuore rosso su un foglio. Giorgio sa, in qualche modo, che il cuore rappresenta l’amore, l’affetto, e quel cuore era per fargli sapere che anche la befana gli vuole bene. Poi abbiamo riordinato tutto, fatto un passaggio al pc e siamo andati a letto: erano già quasi le quattro!
Stamattina, per fortuna, Giorgio si è svegliato tardi e noi con lui. Con la scusa del latte, Luca è andato in sala ad aprire le finestre, accendere le luci e preparare foto e videocamera. Io, intanto, mi sbaciucchiavo e solleticavo Giorgino! E infine la scoperta: è arrivata la befana! Ridendo e correndo, Giorgio è entrato in sala ed è andato dritto dritto alla calza: era piena! E lui era sorpreso e felicissimo! E tutto quello che tirava fuori dalla calza ce lo mostrava ridendo! Poi gli abbiamo detto di guardare sul tavolino, la befana aveva gradito il latte, i biscotti e tutto il resto! E lui ha guardato ma non ha visto i regali sotto il tavolino, praticamente glieli abbiamo indicati! Ancora più sorpreso e contento, ha cominciato ad aprire i pacchetti… Ha voluto giocare un po’ con ogni gioco, ed ha assaporato i soldini di cioccolata mentre prima io e poi il babbo gli leggevamo i libri ricevuti.
E’ stato bellissimo vivere tutto questo con Giorgio, meglio ancora di quando, bambina, attendevo sveglia ed in silenzio l’arrivo della befana…
La giornata è passata serenamente, tra i giochi di Giorgio e qualche cartone su you tube, senza pannolino e senza mai bagnare le mutandine.
Giorgio è un bambino meraviglioso, attento e sveglio, coccolone e premuroso, e vivere attraverso le sue emozioni mi riempie di gioia.
La speranza di coinvolgerlo un po’ nella magia delle feste è andata molto al di là delle mie aspettative. Sarà che a Natale stava male, sarà per questo o quello, ma sicuramente la befana è quella che più lo ha emozionato!
E oggi è uno di quei giorni che non potrò mai dimenticare.
Il nostro ometto sta crescendo!


