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10 domande sul parto

Scritto da barbapapa il 23 Febbraio 2009

10 domande sul partoPer prima cosa, cerca di scoprire tutte le scelte a tua disposizione. Ci sono molti modi per prendersi cura di una madre e del suo bambino durante il travaglio e il parto.

Le cure migliori e più sicure per mamma e bambino sono dette “mother-friendly.” E alcune strutture per il parto lo sono più di altre.

Un gruppo di esperti ha redatto la seguente lista di 10 cose che devi chiedere e cercare per la scelta dell’ospedale dove partorire. La ricerca medica sostiene tutti questi punti, considerati I migliori per essere “mother-friendly”.

Quando devi scegliere dove partorire, probabilmente avrai a disposizione centri neonatali, ospedali, o servizi a domicilio.

Ecco cosa aspettarti e chiedere per il tuo parto. Assicurati di capire come le persone con cui parli gestirebbero le seguenti questioni. Puoi fare le domande che seguono per capire meglio.

1. “Chi può stare con me durante il travaglio e il parto?”

I centri “mother-friendly” dovrebbero permettere alla madre di scegliere chi vuole avere al suo fianco durante il parto. Questo include il padre del bambino, il partner, altri figli, altri membri della famiglia o amici.

Di solito permettono di avere al proprio fianco anche una persona preparata ad aiutare le donne ad affrontare il momento. Questa persona si chiama DOULA o figura di supporto al parto. Non lascia mai la partoriente da sola. La incoraggia, la consola e la aiuta a capire cosa le sta succedendo.

Ci saranno le ostetriche nello staff, in modo che possa essercene una durante il parto se vuoi.

2. “Cosa succede durante un travaglio e un parto normale nella vostra struttura?”

Dovrebbero dirti che si prendono cura di ogni aspetto del parto. Per esempio, quanto spesso somministrano alla madre una medicina per accelerare il parto? Oppure lasciano che il travaglio e il parto avvengano con I loro tempi naturali?

Dovrebbero inoltre dirti quanto spesso eseguono certe procedure. Per esempio, dovrebbero registrare la percentuale di parti cesarei ogni anno. Se il numero è troppo elevato, forse dovresti rivolgerti altrove.

Ecco alcuni numeri cui prestare attenzione.
  • Non dovrebbero cercare di indurre il travaglio in più di una donna su dieci (10%).
  • Non dovrebbero eseguire episiotomia in più di una donna su cinque (20%). E dovrebbero cercare di abbassare questo numero. (L’episiotomia è un taglio che viene fatto sulla vagina per allargarla. Nella gran parte dei casi non è necessaria.)
  • Non dovrebbero eseguire tagli cesarei in più di una donna su dieci (10%) se si tratta di un ospedale pubblico. La percentuale sale al 15% o anche meno se si tratta di ospedali che seguono casi ad alto rischio.

Il taglio cesareo è un intervento chirurgico in cui il medico taglia l’addome della madre per estrarne il bambino. Normalmente le madri che subiscono il taglio cesareo possono comunque avere altri figli. Cerca una struttura in cui almeno 6 donne su 10 (60%) che hanno subito il taglio cesareo hanno poi avuto altri figli anche attraverso il canale del parto (VBAC)

3. “Come vi comportate rispetto a diverse culture e religioni?”

I centri “mother-friendly” dovrebbero essere attenti e sensibili nei confronti della cultura della madre, sapendo che vi possono essere diverse religioni, valori e abitudini.

Per esempio, la tua cultura potrebbe richiedere la presenza di sole donne durante il parto. O magari la tua religione ti chiede di fare un rito subito dopo il parto. Vi sono molti altri esempi che potrebbero essere importanti per te. Se il luogo e il personale sono mother-friendly, ti aiuteranno a fare come vuoi. Prima dell’inizio del travaglio, presenta al medico o all’ostetrica le tue richieste.

4. “Posso camminare e spostarmi durante il travaglio? Che posizione suggerite per il parto?” Nelle strutture migliori, puoi camminare e spostarti quanto vuoi durante il travaglio. Puoi scegliere la posizione a te più comoda e che sia più efficace. (anche se ci possono essere dei motivi medici perché tu debba stare in una certa posizione.) Le strutture mother-friendly di solito non fanno sdraiare la donna sulla schiena con le gambe sulle staffe per il parto.

5.“Come vi assicurate che tutto funzioni bene quando infermiera, medico, ostetrica o la mia agenzia devono collaborare?”

Il mio medico o la mia ostetrica possono venire con me se devo essere trasferita in un altro posto? Potete aiutarmi a trovare persone o agenzie nella mia città che mi possano aiutare prima e dopo la nascita del bambino?”

Le strutture mother-friendly dovrebbero avere un piano specifico per tenere I contatti con le altre persone che si prendono cura di te. Parleranno con loro. Ti aiuteranno a trovare qualcuno che ti possa aiutare. Per esempio, potrebbero metterti in contatto con qualcuno che ti dia una mano per l’allattamento.

6. “Cosa fate di solito alle donne in travaglio?”

Secondo gli esperti alcuni metodi di cura durante il travaglio e il parto sono più sicuri sia per la madre che per il bambino. Ricerche mediche mostrano quali siano questi metodi. Le strutture “mother-friendly” dovrebbero utilizzare solo dei metodi che sono stati dimostrati I migliori da prove scientifiche.

A volte le strutture usano metodi che non sono stati dimostrati I migliori. Per esempio, è stato provato che di solito non va bene rompere le acque di proposito.

Ecco una lista di cose che ti consigliamo di chiedere in proposito. Sono inutili e potrebbero danneggiare la salute tua o del bambino. Non sono “mother-friendly” e non è stata dimostrata in alcun modo la loro efficacia.

  • Non dovrebbero monitorare in continuazione il battito cardiaco del bambino attraverso una macchina (monitor elettronico fetale). E’ molto meglio se l’infermiera o l’ostetrica ausculta il bambino di tanto intanto.
  • Non dovrebbero rompere le acque di proposito all’inizio del travaglio.
  • Non dovrebbero farti endovene per somministrarti dei fluidi.
  • Non dovrebbero impedirti di bere o mangiare durante il travaglio.
  • Non dovrebbero raderti.
  • Non dovrebbero farti un clistere.

Una struttura che fa queste cose per quasi tutte le mamme, non è per niente mother-friendly. Ricordati, le azioni di cui sopra non dovrebbero essere eseguite se non per motivi medici specifici.

7. “Come aiutate le mamme a stare a proprio agio? Al di là dei medicinali, come le aiutate ad alleviare il dolore durante il travaglio?

Chi si prende cura di te dovrebbe sapere come aiutarti ad affrontare il travaglio, alleviando il dolore senza dover ricorrere ai medicinali. Dovrebbero darti dei suggerimenti, come cambiare posizione, fare un bagno caldo e rilassante, fare un massaggio e ascoltare musica. Si tratta di misure di conforto.

Queste misure di conforto ti aiutano a gestire il travaglio più facilmente e a sentirti più sicura. Chi si prende cura di te non dovrebbe cercare di convincerti a prendere una medicina contro il dolore, a meno che non sia necessaria per un problema specifico. Le medicine interagiscono con il bambino.

8. “E se mio figlio nasce prima o ha dei particolari problemi?”

Le strutture mother-friendly incoraggiano le madri e le loro famiglie a toccare, tenere in braccio e allattare il neonato il più possibile. Anche se il bambino nasce prematuro o presenta dei problemi alla nascita. (Tuttavia potrebbero esserci delle ragioni sanitarie per cui ciò non sia possibile.)

9. “Eseguite la circoncisione maschile?”

Secondo le ricerche mediche, non è necessario circoncidere I bambini. E’ doloroso e pericoloso. Le strutture mother friendly sconsigliano la circoncisione, a meno che non sia fatta per motivi religiosi.

10. “Come aiutate le madri che vogliono allattare al seno?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato questa lista per come sostenere l’allattamento al seno:

  • Dicono a tutte le mamme perché e come allattare al seno.
  • Ti aiutano all’inizio, entro un’ora dalla nascita del bambino.
  • Ti mostrano come allattare. E ti insegnano a tenere il latte che esce anche se devi stare lontana dal bambino per lavoro o per altri motivi.
  • I neonati dovrebbero bere solo latte materno. (Tuttavia, per qualche ragione medica potrebbero non poterlo ricevere subito.)
  • Ti incoraggiano a stare giorno e notte con il bambino. Si chiama “rooming-in.”
  • Ti incoraggiano ad allattare il bambino ogni volta che vuole essere cullato piuttosto che a orari definiti.
  • Non dovrebbero dare il succhiotto ai bambini che vengono allattati.
  • Ti incoraggiano a unirti ad altre madri che allattano al seno. Ti daranno I contatti del gruppo più vicino a te.
  • Hanno una politica stabilita e scritta in merito. Tutti I dipendenti devono esserne a conoscenza e applicarla.
  • Insegnano ai dipendenti quanto necessario per mettere in pratica quanto sopra elencato.




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Commenti

15 commenti a “10 domande sul parto

  1. Sono abbastanza concorde su tutto tranne sul fatto di allattare il bambino quando vuole lui. Per me è sbagliatissimo, il bambino deve avere da subito regole ed orari ben precisi altrimenti c’è il rischio che diventi un piccolo despota. No a prenderlo in braccio ogni volta che piange, ma solo se non sta bene; no a fare completamente silenzio quando dorme, deve abituarsi ai rumori (ovviamente a quelli normali di tutti i giorni); no ad abituarlo a dormire nel lettone; no a fargli mangiare solo quello che gli piace, deve abituarsi a mangiare di tutto e se non lo fa non mangia finchè non si decide; a letto presto la sera e poca televisione al pomeriggio, i bambini è meglio che escano al pomeriggio a giocare e socializzare con gli altri. Forse sarò un po’ drastica, ma al giorno d’oggi vedo i bambini che fanno troppo spesso quello che vogliono loro facendo capricci enormi quando non lo ottengono e non mi sembra giusto. E’ più facile dire sempre sì, ma dire qualche no è meglio per il loro futuro.

  2. Concordo con Fulvia praticamente su tutto tranne che sull’allattamento a richiesta, credo che almeno all’inizio sia giusto darlo quando lo chiede, abbiamo entrambi bisogno di imparare a conoscerci e a regolarci a vicenda, gli orari verranno piano piano, cmq entro le prime settimane. Senza contare che è la suzione stessa a stimolare la montata lattea quindi più spesso il bambino si attacca meglio è, no?!

  3. Ciao Fulvia, concordo su quanto hai detto anche se, unendomi a Mila, sono del parere che quando un bebè vuole il latte…bisogna darglielo.

    Nel post si parla fondamentalmente di bebè non di bambini.
    Piccole creature ancora sufficientemente “vergini”, non in grado di comunicare come vorrebbero ed esprimersi al meglio.
    Si parla di bebè appena nati.

    Lo stare fuori all’aperto… ben venga ed è giusto che sia così. I no saranno no ma… parliamo di bambini. Oltre l’anno di età. Nel post si fa riferimento al periodo precedente. ciao!

  4. Cmq mi domando dove hai preso quest’articolo, barbapapà. Per molti aspetti, tipo il punto 1 e 6, mi sembra pura fantascienza! Dove trovi, in Italia, strutture e persone che rispettino questi 2 punti?!

  5. Ehehehehe, sul punto due: vai alla Mangiagalli di Milano;
    per il punto sei: sicuramente il Buzzi (sempre Milano).

  6. X FULVIA:
    hai figli?!?!??!
    Perche di solito chi e cosi drastica figli non ne ha ancora avuti!
    I bambini non sono piccoli robot che puoi gestire a tuo piacere, ma sono piccoli “uomini” con un carattere una personalita e una spiccata intelligenza!
    Insegnargli l educazione e fuori di ogni dubbio…ma trattarli da piccoli soldatini non mi sembra il caso!

  7. Concordo concordo concordo. Parte della mail Fulvia sembra in effetti uscita da “Fate la nanna”…

  8. Insomma o vivi in una “metropoli” o niente…
    Qua da me puoi “divertirti” a pagare un’ostetrica di tasca tua che ti segua in ospedale dove però non potrà muovere un dito (praticamente una dama di compagnia, poco più) perchè le uniche autorizzate a metterti le mani addosso sono le ostetriche dell’ospedale, cioè delle perfette sconosciute visto e considerato che lavorano solo lì in reparto e, a differenza dei medici, non possono esercitare la libera professione. Persino io, che pure ho scelto di farmi seguire dal personale del Consultorio (quindi tutti dipendenti pubblici, come quelli dell’ospedale), non ho la benchè minima speranza di ritrovarmi difronte una “faccia amica” in quel momento. E ad essere sincera questo aspetto del parto mi preoccupa molto, io non sono una che si trova a suo agio con degli estranei, ci vuole proprio uno bravo per conquistarmi subito.

  9. Yuppiiiii!!!!
    Oggi al corso preparto ho ricevuto una (per me) bellissima notizia: niente depilazione nemmeno per l’episiotomia!
    Certo non esiste ancora l’anestesista dedicato per l’epidurale ma è già qualcosa… anche in mezzo ai campi sta lentamente arrivando un pò di civiltà!!!! 😛

  10. ottimo articolo e molto utile!! per la depilazione e il clistere non mi avranno mai perché provvederò da sola (rispettivamente tramite un’estetista), mi sembra un po’ umiliante farmi fare queste cose in ospedale…. perché anche farsi vedere con un cespuglione tra le gambe e fare la cacca durante il parto non dev’essere il massimo…

  11. Quello che mi preoccupava sono tutti i piccoli grandi fastidi (che però durano giorni) legati alle ricrescite nonchè il rischio di finire “tagliuzzata”; insomma ne faccio volentieri a meno, specialmente se si sommano alle abbondanti perdite e magari ai punti.
    L’effetto “cespuglione” non mi preoccupa affatto, per lo meno non nel contesto del parto, insomma credo che in quel momento non sarà cmq al “massimo della forma”, ecco! 😀 E poi da noi le ostetriche sono tutte donne, l’unico uomo è costretto lontano dalla sala parto a causa di un’allergia (inoltre si vocifera sia più donna di noi) e cmq non miro certo ad “irretire” il primario proprio in quella circostanza 😉
    Decisamente sono più pratica che vanitosa

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